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Fare marketing blog è strategico per il branding delle aziende

 - by sLUrpe

Le aziende ritengono giusto non fare blogging. Invece dovrebbero sbagliare, mettendosi in gioco. Senza rete. Nella rete.

“Sbaglia, ma fai” (motto del web)

Molte aziende guardano con interesse, e nel contempo con sospetto, alla comunicazione in rete

  • Nella migliore delle ipotesi, esse concepiscono Internet come un luogo dove allestire un sito-vetrina povero di contenuti e completamente chiuso – per nulla interattivo – nei confronti dell’esterno.
  • Nella peggiore, non lo concepiscono assolutamente – o lo considerano diabolico e pericoloso – e se ne tengono distanti pensando che la promozione del proprio “brand passi attraverso altri più maneggevoli e sicuri canali.

Eppure il marketing, con le sue strategie, viaggia sempre più veloce e vincente sul web.
E, tra le risorse che la rete offre ad un’azienda per lanciare, consolidare e diffondere ulteriormente il suo marchio e i suoi prodotti, vi è il blog.

Fare blogging è un’opportunità di successo per il brand delle aziende!

Perché un blog può essere vantaggioso per l’immagine di un’azienda?

Perché “un blog“, dice Enrico Giubertoni, consulente nel Social Media Marketing e SEO/SEM, “umanizza un’azienda.” Dà a quest’ultima una impronta più personale e personalizzata.

Che differenza ha un blog rispetto agli altri strumenti di comunicazione in rete?

Il blog è lo strumento di comunicazione per eccellenza:

  • può suggerire un uso trasversale dei prodotti
  • spiega a cosa servono e come funzionano i prodotti
    • ne racconta la storia, l’utilizzo, le origini, l’utilità
  • aggiorna gli utenti sulle nuove produzioni

Inoltre è uno strumento di branding molto importante, basandosi su una forte interazioneche può arrivare dai commenti – .

Perché le aziende non dovrebbero porre barriere nei confronti del dialogo e della propagazione virale delle conversazioni attraverso blog e social network?

Numerose aziende temono la libertà delle conversazioni degli utenti sulla reteattraverso commenti, Forum, condivisione di link sui social network, etc – senza considerare che, se la divulgazione di giudizi positivi aumenta l’appeal dell’azienda stessa,

“le – eventuali e inevitabili – critiche sono delle consulenze gratuite” (“Naked conversation”, di Robert Scoble).

E’ comunicazione strategica ascoltare le critiche e le proposte del cliente, dell’utente, dell’interlocutore avverso.
Se – nel sito di un’azienda – un potenziale acquirente di servizi o prodotti, così come un commentatore  fortemente denigratore, formulano una critica, fanno una rimostranza, esprimono dubbi e perplessità pesanti come macigni, cogliere il problema trasformandolo in opportunità è la strategia vincente.
Viceversa, fare finta che il problema non esista – affermando implicitamente la non esistenza di interlocutori – , non affrontarlo, non risolverlo… è l’atteggiamento più sbagliato nei social media.

“I problemi non si ignorano, si affrontano. E si affrontano con visibilità, dando un messaggio positivo agli utenti/clienti.”

I blog fanno vendere?

Il blog, di per sé, non fa vendere: è finalizzato a fare branding. Ovvero a creare un’atmosfera favorevole sui prodotti pubblicizzati e/o venduti.
A far parlare di un’azienda.
Se, in rete, di un’azienda non si parla, non è positivo: è gravissimo!

E’ positivo invece che

  • se ne parli bene
    • o abbastanza bene
  • non è bene se se ne parla male (ma, affrontando e gestendo e risolvendo le critiche tramite lo strumento blog un’azienda ha l’opportunità di mutare, in meglio, il pessimo giudizio dei suoi utenti)
  • se non se ne parla proprio è male: significa che l’azienda non è interessante, oppure non è conosciuta

Esiste un detto: “Chi non fa non sbaglia mai”… Ma non fa. Quindi è come se sbagliasse due volte. “E’”, dice Giubertoni, “come la Regina rossa che sta ferma.”
Va indietro.

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